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DSA: CONSIGLI UTILI PER I GENITORI

Quale intervento e aiuto possono offrire i genitori ad un figlio con un disturbo specifico di apprendimento (DSA)? 
Per un genitore non è semplice confrontarsi con le difficoltà di apprendimento del proprio figlio: non è semplice capire che il proprio bambino che in tante situazioni familiari e sociali è sveglio, intelligente, vivace e brillante, non riesce come gli altri a fare un’operazione abbastanza automatica che è quella di collegare il suono di alcune lettere o di alcuni fonemi alle corrispondenti lettere scritte o grafemi. Così come non è semplice capire che, per affrontare questo disturbo, il bambino ha bisogno di un intervento specifico e individualizzato.

Indicazioni utili:
– informarsiil più possibile sul problema (la legge sui dsa: n°170/2010)
– cercare una valutazione diagnosticaappropriata presso centri convenzionati e specializzati e farsi aiutare da una equipe di specialisti (logopedista, psicologo e neuropsichiatra)
– cercare strategie di aiutoche maggiormente possano favorire l’apprendimento da parte del bambino (strumenti compensativi)
– scambiare esperienzecon altri genitori presenti sul territorio
– discuteredel problema con tutti gli insegnanti
– evitare di cambiare classe o scuolaal bambino
– evitare di parlare con il bambino solo di argomenti che ruotano intorno alla scuola
– evitare di incolpare se stessi o gli insegnantidel problema 
– aiutare il bambino nelle attività scolastichesenza sostituirsi a lui
– rinforzare il bambinoin ogni successo anche minimo che ottiene
– sostenere il bambinodandogli fiducia, non colpevolizzandolo rispetto alle sue difficoltà
– aiutarlo a vivere le attività scolastiche e in particolare la lettura in modo divertentee ludico stimolando la sua curiosità
– evitare totalmente i confronticon gli altri compagni, con i fratelli se presenti e non criticarlorispetto agli errori e alla lentezza che impiega nei compiti che effettua a casa
– evitare punizionirispetto all’andamento scolastico, eliminando le ore di gioco e le attività di socializzazione ed evitare di sottoporre il bambino a esercizi interminabili ed estenuanti di lettura o copiatura
– potenziare le condotte autonome del bambinosia in ambito scolastico che extrascolastico
– fare delle pause anche brevi durante lo svolgimento dei compitiche spesso richiede molto tempo ai bambini dsa
– supplire la lettura con altre fonti di informazione (cassette audio, video, CD-rom)
– comprendere che la riabilitazione non è un intervento che si risolve in breve tempoma che richiede lunga durata e capacità di tollerare la frustrazione sia da parte del bambino che del genitore

Che cosa non fare
Il bambino dsa frequentemente si percepisce inadeguatorispetto alla realtà scolastica, non si sente come gli altri compagni e si manifesta svogliato e poco partecipe alle attività scolastiche. Capisce che rispetto ai suoi compagni o ai suoi fratelli ha più difficoltà nella lettura, nello scrivere e in genere nello svolgimento delle attività scolastiche. 

Per questo motivo un genitore non deve:
– colpevolizzareil bambino rispetto al suo problema
– avere aspettative negativesul raggiungimento di risultati positivi (“tanto non imparerai mai, non sarai mai come gli altri bambini” ecc.)
– rimproverarlo continuamenterispetto ai tempi lunghi che necessita per lo svolgimento dei compiti
– rimproverarlo di non raggiungere gli obiettiviche gli altri coetanei sembrano ottenere con apparentemente pochi sforzi
– accusare il bambinodi non capire e di continuare a fare errori (il bambino dsa non è meno dotato di altri, ha bisogno però di strategie diverse di apprendimento).

Se un bambino viene continuamente rimproverato e colpevolizzato si abbassa la sua autostima, si crea ansia di prestazione, demotivazione all’apprendimento, perdita di fiducia in se stesso, aggressività e depressione. Alcune volte il bambino può arrivare a sviluppare disturbi della condotta
La mancanza di autostima induce nel bambino un forte vissuto di frustrazione che può aggravare ulteriormente il problema. Il bambino infatti si sente responsabile delle proprie difficoltà e ritiene che nessuno sia soddisfatto e contento di lui, rendendo così più difficile portare avanti con successo i programmi di riabilitazione iniziati e l’apprendimento scolastico più in generale.

 Dott.ssa Elisa Matani

 Psicologa e Psicoterapeuta; Formatore Gordon; Esperta del Disturbo Specifico di Apprendimento e ADHD; Psicodiagnosi dell’età evolutiva; Psicologa dello Sport; Psicologa giuridica   

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