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I disturbi del comportamento alimentare: dallo stomaco al cuore

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Parlare di disturbi del comportamento alimentare è un argomento strettamente connesso alla tematica dell’amore. Spesso usiamo il cibo per dire le nostre parole nascoste. Per dire che non abbiamo bisogno di nessuno o, all’estremo opposto, quanto ne abbiamo troppo bisogno.

Come psicoterapeuta, ho particolarmente a cuore il percorso dedicato a chiunque soffra di un comportamento alimentare problematico. Il mio modo di lavorare, non si concentra sul comportamento espresso (che considero un sintomo e non una causa) ma sul vissuto emotivo.

I disturbi del comportamento alimentare connessi con la mancanza d’amore

L’anoressia, la bulimia e l’obesità sono sintomi di un profondo disagio che passa attraverso l’utilizzo del cibo: la sua rinuncia o il suo eccesso.

Il cibo, o meglio, il rapporto con esso, assume un significato diverso da quello del semplice nutrire l’organismo. Ogni persona , avendo una storia propria, lo vive in maniera unica.

I disturbi del comportamento alimentare come anoressia, bulimia ed il comportamento che porta all’obesità, sono argomenti strettamente connessi alla tematica dell’amore, o meglio, della sua mancanza. Il cibo diventa un mezzo per esprimere, proteggere oppure esaltare, il vuoto e l’angoscia che sottendono a questi comportamenti. 

Per dire che non si ha bisogno di niente e di nessuno (nell’anoressia) oppure, che si ha un bisogno esasperato dell’altro e che il vuoto che si sente è intollerabile da dover essere riempito fino a scoppiare (nella bulimia). 

Ma sempre il problema di fondo è che “mi sento inadeguata”, “ho paura del giudizio”, “sono sbagliata”! Frasi che hanno un peso enorme, non tanto nello stomaco, quanto nel cuore ferito.

Il cibo come compensazione

Può succedere che una persona che soffra e che lo dimostri attraverso comportamenti alimentari disfunzionali:

  • comportamenti anoressici (ci si costringe ad una terribile rinuncia del cibo in cambio della sensazione di potere su di sé e sugli eventi)
  • comportamenti bulimici (dove le grandi abbuffate vengono seguite da vomito indotto)
  • comportamenti disordinati come lo spiluccare continuamente cibo 
  • comportamenti come perdere peso per riprenderlo costantemente poichè non si riesce a modificare il proprio stile di vita 

Tutti questi comportamenti mandano in confusione anche il nostro sistema metabolico. 

Il cibo diventa una compensazione, una consolazione, una valvola di sfogo al quale aggrapparsi per colmare il grande vuoto di amore per sé stessi. Un’angoscia profonda fatta di auto giudizi e auto intolleranza, spesso addirittura disprezzo per sé stessi, dove la vergogna e i sensi di colpa la fanno da padroni.

A cosa serve la psicoterapia

La psicoterapia è necessaria per Imparare ad ascoltare, riconoscere la propria storia insieme ai propri vissuti emotivi, spesso traumatici e per legittimare le proprie emozioni, che normalmente agiscono oltre la consapevolezza e la comprensione.

Di grande sostegno sono anche la meditazione psicosomatica o mindfulness e la pratica yoga, oppure la danza e il ballo, per rilassarsi ed aumentare l’ascolto interiore; importante il lavoro in un gruppo dedicato al tema del comportamento alimentare, per non sentirsi più soli e condividere con gli altri vissuti emotivi e difficoltà simili.

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