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Il tradimento nella coppia

tradimento

Il tradimento è, per entrambi i partner, un evento accompagnato da un vissuto doloroso, spiacevole, devastante, che porta con sé dei significati comunicati, a se stessi e all’altro, attraverso l’agire. Tradire significa “violare”, venire meno a un patto.

“Tradere” dal latino, parola composta da “tra” e “dare, consegnare”. In altre parole:  “Consegnare al nemico”. Consegnare ad un altro un messaggio (prenditi cura di me) rompendo il patto precedente. Si agisce tradendo e non parlando, quando le proprie emozioni non sono chiare a chi le vive, quando non è sviluppata quella che Daniel Goleman chiama “Intelligenza Emotiva”.

“Insieme, come una coppia di pattinatori, su un terreno scivoloso” (Film “Casomai”)

Esistono vari tipo di tradimento

Nel titolo uso il plurale, “i tradimenti”, perché intendo parlare del tradimento come tutto ciò che separa la coppia, tutto ciò che crea una distanza ed allenta le maglie dell’intimità e dell’affettività tra i partner. Quando parliamo di tradimento non intendo solo quello sessuale. Tuttavia, quest’ultimo, colpisce più di ogni altro perché ferisce l’intimità della coppia ed è il tradimento più doloroso e difficile da “digerire” e da superare.

Sgombrando la mente dai pregiudizi morali, possiamo espandere l’area del tradimento a dimensioni che non riguardano solo la relazione extra-coniugale. Ne esistono altri tipi, spesso più subdoli e difficili da riconoscere e da dichiarare. Perchè? Perchè sono tradimenti perché basati su comportamenti corretti ma che, portati all’esasperazione, sottraggono tempo e spazio alla coppia in modo eccessivo. Mi riferisco al lavorare, all’occuparsi di un figlio, a un hobby.

Questi, come ho detto, sono tradimenti subdoli ed anche comodi per entrambe i partner. Laddove non ci siano la volontà e risorse personali per lasciare che i problemi emergano per essere affrontati (e risolti), i partner sono tacitamente ed implicitamente d’accordo nel “mantenere tutto tranquillo” e “non cambiare mai. “ Meglio far finta di niente” è un motto ricorrente nelle coppie.

Il patto che si rompe

Il tradimento prevede un’appartenenza, è quindi un patto che si rompe. Ci sono eventi che allargano le maglie del rapporto creando una distanza tra i partner, nella quale può accadere di tutto. Nel mito dell’amore romantico le relazioni sono assolute e simbiotiche e la conclusione è il matrimonio, dove la coppia, raggiunta la meta tanto desiderata, dovrebbe vivere felice e contenta, circondata da parenti ed amici felici e contenti per loro, custodi degli sposi. La realtà è che il matrimonio è l’inizio di un percorso complesso, dove s’incontrano le fragilità e le risorse dei due partner. I due portano con loro un bagaglio di bisogni, di aspettative, di credenze, di vuoti, non sempre chiari, che per questo chiedono, non consapevolmente, l’uno all’altro, di colmare.

Si è scritto ormai tanto su come sia impossibile che sia un’altra persona a colmare i nostri vuoti e che questa illusione, tipica dell’innamoramento, svanisca in un tempo massimo di due anni, allo svanire dell’innamoramento. L’amore di coppia, il matrimonio, la convivenza, è inserito in cicli di vita formati da eventi normali (la nascita di un figlio, la morte di un genitore anziano) o inaspettati (una vincita milionaria, la perdita del lavoro, una morte improvvisa o una malattia), piacevoli e dolorosi, che scuotono i due partner mettendoli alla prova.

La vita è generosa e creativa e mi piace pensare che questi eventi esistano proprio per aiutare le persone a crescere e migliorarsi insieme, ad uscire dal guscio simbiotico della finta sicurezza. Spesso la paura di soffrire impedisce di vivere con serenità e coraggio le situazioni. Si tende a fuggire dal dolore per andare a cercare un piacere immediato, sull’onda istintiva ed emotiva. Invece, si dovrebbe usare le emozioni spiacevoli per capire cosa accade ed affrontare gli eventi con efficacia.

Sovente la coppia non riesce a comprendere cosa stia accadendo, i partner non riescono a comprendersi e a comunicare, sono confusi, “stanno male”. E di conseguenza iniziano ad accusarsi e ad allontanarsi nei diversi modi che ho descritto sopra:

  • eccesso di lavoro, eccesso di dedizione ai proprio hobbies,
  • l’eccesso di abnegazione ad un figlio verso il quale si riversano tutte le attenzioni possibili e che mettono nell’angolo l’altro genitore che non può lamentarsi di avere un marito/moglie così premuroso verso il proprio figlio (forse la forma peggiore di tradimento)
  • Paradossalmente, essere traditi per una altro uomo o per un’altra donna è molto più chiaro ed “onesto” (ribadisco il paradosso), perché ci offre l’evidenza che c’è qualcosa nella coppia che non sta funzionando, è un tradimento facile da riconoscere.

Il tradimento è il segnale di una disfunzione

E’ essenziale rendersi conto che il tradimento è un segnale di qualcosa che è avvenuto prima e del quale i partner non si sono accorti. Il tradimento può essere “provocatorio” quando svolge la funzione di ridiscutere il rapporto; “distruttivo” quando il rapporto è ormai morto e si sostituisce con un’altra relazione; “stampella”, quando il rapporto è finito ma non si può cambiare la forma per cause di forza maggiore. In conclusione, il suggerimento è cercare di comprendere, da soli o con l’aiuto di un professionista qualificato (psicologo o piscoterapeuta), quale funzione ha il tradimento ed utilizzarla il più possibile, come una risorsa.

Bibliografia

“Intelligenza emotiva per la coppia” di John Gottman

“Se l’amore tradisce: adultere, infedeli, sognatrici e ingannate” di Nicoletta Polla- Mattiot, Manuela Trinci

“Amore liquido: sulla fragilità dei legami affettivi” di Zygmunt Bauman

“Le cose dell’amore” di Umberto Galimberti

“Donne che amano troppo” di Robin Norwood

“Amori infedeli. Psicologia del tradimento” di Willy Pasini

“La manutenzione dell'amore” di Umberta Telfener

“Gli amori briciola”- di Umberta Telfener

“Amare senza farsi male. Storie di donne e di uomini per imparare ad amare in due” di Nives Favero

“L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita” di Alessandro D’Avenia

Appunti tratti da una lezione del dott. Gennaro Scione Psicologo Psicoterapeuta (ARPCI)

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