fbpx
Skip to content Skip to footer

La dipendenza affettiva

la dipendenza affettiva

Nelle persone con dipendenza affettiva c’è un bisogno di amore primario insoddisfatto: hanno bisogno di essere visti per vedersi; hanno bisogno dell’altro per avere l’amore che gli manca, a tal punto da mettersi in una posizione di sudditanza, di crocerossina o di salvatore nella speranza di colmare il loro vuoto e di ricevere l’amore insoddisfatto.

Il partner che produce dipendenza ha determinate caratteristiche che richiamano (trigger) quel bisogno insoddisfatto. In una relazione, la dipendenza emotiva dal partner non è patologica, ma normale e necessaria, soprattutto durante la fase dell’innamoramento. Un certo grado di dipendenza affettiva è necessario per far sì che si formi la coppia, poi la dipendenza diminuisce via via che la coppia si stabilizza.

Quando si parla di dipendenza affettiva?

Si parla di dipendenza affettiva quando la relazione d’amore diventa una ossessione che invade ogni momento della vita, invade i pensieri, si impossessa della mente e porta una enorme sofferenza. Il partner dipendente si spegne e si annulla nella relazione, per lui la relazione di coppia è “la” condizione indispensabile per la propria vita. Al partner è assegnata una posizione prioritaria, che viene mantenuta sottomettendosi e non ascoltando più i propri bisogni. La priorità ai bisogni del partner viene mantenuta anche per evitare la rottura della relazione, la paura più temuta dal partner dipendente.

In questi termini, la dipendenza affettiva è una condizione relazionale disfunzionale, caratterizzata dalla permanente assenza di reciprocità nella vita affettiva: il partner dominante è fermo a ricevere attenzioni, non attiva nessun legame di attaccamento, casomai minaccia di romperlo; viceversa, il partner dipendente si attiva per mantenere il legame a tutti i costi, con grande sofferenza.

In queste coppie, nessuno dei partner è in grado di stabilire con sé stesso e con l’altro un rapporto di intimità, manca l’ascolto empatico verso sé stessi e verso l’altro. È bene tener presente che il partner che si sottomette, lo fa nella speranza di ricevere attenzioni e amore. Una dinamica che mette in atto il partner che si sottomette, è porre al partner richieste affettive eccessive, spesso contraddittorie, che risultano mai sufficienti ed adeguate a sentirsi amato. La richiesta di attenzioni può diventare talmente esasperante da portare causare la rottura definitiva della relazione.

Come sceglie il proprio partener la persona dipendente affettivamente?

La persona dipendente affettivamente ha una bassa autostima e si percepisce e soprattutto si crede come una persona non meritevole d’amore, non degna di stima, non “abbastanza”. La scelta del partner cadrà su una persona il cui comportamento gli sarà familiare, ossia, gli confermerà, con il comportamento anaffettivo e la distanza, tutto ciò che egli percepisce di sé ed è coerente con la sua immagine negativa.

Non è raro che la persona con dipendenza affettiva scelga persone con un legame di attaccamento evitante/distanziante ed un funzionamento narcisista, sempre in cerca di ammiratori. In ogni coppia c’è una nota di inconsapevolezza rispetto ai bisogni non risolti. I vuoti personali si incontrano inconsapevolmente e nello stesso modo creano e mantengono i comportamenti che confermano ciò che ognuno crede, anche quando non vorrebbe, di sé stesso.

La coppia è una dinamica a due

La coppia è una dinamica a due, la coppia crea la sua danza, a volte funzionale, a volte disfunzionale, come nel caso di quella con dipendenza affettiva.

Il dipendente consacra sé stesso all’altro, spesso distanziante, svalutante, inarrivabile, cercando di soddisfare ogni suo bisogno. Tuttavia, anche la persona dipendente ha un limite, che arriva dopo molto tempo trascorso a soffrire, fino a che non si sentirà colmo e cercherà di ribellarsi provando, però, forti sensi di colpa. Potrebbe cercare di recuperare la relazione oppure di fare “chiodo schiaccia chiodo” cercando un’altra relazione per non rimanere solo. Purtroppo, le devastanti dinamiche “né con te né senza di te” sono frequenti in queste coppie. Quando diventa impossibile lasciarsi, si attivano comportamenti maltrattanti, persecutori e pericolosi soprattutto per l’incolumità della persona che desidera allontanarsi. Troppo spesso, la persona maltrattata, si sente in colpa e responsabile del comportamento del partner violento, per cui, mettendosi in pericolo, arrivano a perdonare il partner maltrattante ed anche quando ciò non avviene, questo diventa pericolosamente persecutorio l’ex partner.

La dipendenza affettiva si rivolge sempre e solo al partner affettivo?

Il comportamento che esprime dipendenza affettiva ha un raggio di azione piuttosto ampio; si rivolge a persone che infondo protezione e sicurezza, quindi un partner affettivo, un genitore, un fratello o una sorella, un familiare, un amico/a, un mentore, un gruppo.

Esiste una diagnosi di dipendenza affettiva?

Non esiste una diagnosi di dipendenza affettiva. Nei manuali diagnostici la dipendenza affettiva non è considerata, ma presenta caratteristiche simili ad altre dipendenze come la

  • Dipendenza di uso di sostanze, dove la persona manca di controllo, non riuscendo ad interrompere l’uso della sostanza; è ossessionata totalmente e quotidianamente dalla sua dipendenza.
  • Disturbo Dipendente di Personalità: dove lo stato di efficacia personale dipende dalla presenza di una relazione significativa salda e stabile
  • al Disturbo Borderline di Personalità, dove il terrore dell’abbandono porta la persona a fare ogni tentativo pur di mantenere salda la relazione
  • al Disturbo Narcisistico di Personalità, dove la dipendenza dall’altro è legata al bisogno dalla costante ammirazione dell’altro, che deve essere utilizzabile e disponibile ogni volta che vi è la necessità di ristabilizzare la propria autostima

Spesso sintomi come ansia, attacchi di panico e fobie, possono celare una dipendenza ed essere strumenti inconsapevoli per tenere accanto a sé l’altro.

Quali sono le cause della dipendenza affettiva?

Le cause della dipendenza affettiva vanno ricercate nell’infanzia, nel rapporto con i caregiver, che per qualche motivo, non sono riusciti a trasmettere al loro bambino il messaggio più importante: “sei degno di amore, di fiducia, i tuoi bisogni sono importanti per me, ti ascolto e ti vedo.”

Senza questo messaggio è difficile per un bambino riuscire a strutturare una personalità di base sicura e quindi una struttura psichica salda ed adeguata, che consente di avere il contatto chiaro con la realtà personale e dell’altro, senza idealizzazioni e sopravvalutazioni.

In terapia, approfondire la propria storia familiare e relazionale è importante per comprendere le cause del proprio comportamento dipendente, esiste infatti una connessione tra lo stile di attaccamento, la struttura di personalità ed il comportamento delle persone

La psicoterapia nella dipendenza affettiva

Come si può capire, il comportamento di dipendenza affettiva rientra in un quadro diagnostico complesso e non scontato. Lo psicoterapeuta dovrà comprendere le cause subordinate alla dipendenza e collocarle all’interno di un profilo diagnostico specifico per quel paziente. Per questo fare una diagnosi è complicato e riservato agli addetti ai lavori.  

Il percorso di psicoterapia è altamente consigliato, può aiutare la persona riconoscere gli schemi cognitivi ed emotivi disfunzionali, che lo costringono ad angoscia, frustrazione ed infelicità. Con la psicoterapia è possibile acquisire la consapevolezza dei propri modelli operativi interni, guadagnare un attaccamento di base sicura, migliorare la percezione e la stima di sé.

Bibliografia

  • Cermak T. (1986).Diagnosing and Treating Co-dependence. Johnson Books, Minnesota.
  • Freud S. (1915). Opere di Sigmund Freud. Pulsioni e loro destini, vol. 8. Bollati Boringhieri, Torino.
  • L.S Benjamin ( 2019)“Terapia Ricostruttiva Interpersonale” Raffaello Cortina Editore, Milano
  • Fromm, E. (1956.).The art of loving. New York: Harper & Brothers.
  • Liotti, G. (2001).Le opere della coscienza. Psicopatologia e psicoterapia nella prospettiva cognitivo-evoluzionistica. Cortina, Milano.
  • Kernberg, O.F. (1995).Relazioni d’amore: normalità e patologia. Cortina, Milano.
  • Ameya Gabriella Canovi (2022) “Di troppo amore “ Sperling&Kupfer

Leave a comment

Go To Top